La struttura doveva aprire a luglio
L'odissea di via Andrea Doria non ha fine. Il nuovo mercato Trionfale che dovrebbe togliere i banchi dalla strada doveva aprire nel maggio di due anni fa. Poi si decise di rinviarne l'inaugurazione al dicembre 2007.
Ma anche allora le porte del mercato rimasero chiuse: tutto slittato a dicembre 2007, si disse. Niente di fatto anche per quella data. Il presidente del XVII Municipio Antonella De Giusti e l'ex assessore capitolino ai Lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro, il 27 marzo scorso, promisero che non ci sarebbero più stati rinvii: «I due padiglioni su sei piani apriranno entro luglio». Siamo a fine agosto e i banchi stanno sempre al loro posto.
I residenti sono esasperati, i commercianti pure. E i 273 proprietari dei banchi che si dovrebbero trasferire nel mega mercato compreso tra via Santamaura, via Tunisi, via Candia e via Doria hanno perso ogni speranza. «I tecnici che realizzano la struttura ci hanno detto che sarà tutto pronto entro il 15 ottobre - dice il presidente del mercato Adriano Crocetti - ma dal Muncipio non c'è stato confermato niente, non c'è un pezzo di carta che attesti questo impegno. A quanto so, la società che ha costruito e gestirà il mercato ha stilato l'accordo col Comune ma noi operatori non sappiamo ancora quanto dovremo pagare (il costo iniziale era di 2.000 euro per operatore, ndr). Temiamo un'aumento dei costi che per noi si tradurrebbe in un incremento dei prezzi dei prodotti».
A preoccupare i titolari dei banchi è anche il fatto che l'area per il carico e lo scarico merci non sarà allestita all'interno del nuovo mercato, ma all'esterno. «È chiaro che in questo modo - spiega Crocetti - ci sarà lo stesso caos che abbiamo già ora». Quel caos che rende invivibile le giornate dei residenti: «È inaccettabile non sapere quando tutto questo finirà - si lamenta Claudia che abita in via Doria - sporcizia sulla strada, auto parcheggiate in seconda e terza fila. Ci avevano promesso la riqualificazione della via con marciapiedi nuovi e una pista ciclabile. Tutte promesse non mantenute».
Dario Martini d.martini@iltempo.it
